lunedì 28 ottobre 2013

Calendario pesca 29/10/2013 Napoli

Domani Martedì, 29 ottobre 2013, il sole a Napoli sorgerà alle 6:31 e tramonterà alle 17:03. La prima alta marea sarà alle 4:45 e la seguente alta marea alle 17:20. La prima bassa marea sarà alle 11:20 e la seguente bassa marea alle 23:55. Le fasi lunari sarà Luna calante. Ci saranno 10 ore e 32 minuti di sole. Il transito solare sarà alle 11:47 è il tempo in cui la luna sarà visibile sarà di 13 ore e 8 minuti. Il calendario solunare di pesca a Napoli indica che si tratta di una giornata normale di pesca. L'attività dei pesci prevista é media. I migliori momenti per pescare sono:
  • Dall'1:01 alle 2:01, attività media. Periodo minore: alba lunare.
  • Dalle 7:35 alle 9:35, attività alta. Periodo Maggiore: transito lunare (la luna é sopra di noi).
  • Dalle 14:09 alle 15:09, attività media. Periodo minore: tramonto lunare.
  • Dalle 20:05 alle 22:05, attività alta. Periodo Maggiore: transito lunare contrario (la luna é sotto di noi).

Calendario pesca 28/10/2013 Napoli

Oggi lunedì, 28 ottobre del 2013, il sole a Napoli é sorto alle 6:29 e tramonterà alle 17:04. La prima alta marea é stata alle 3:35 e la seguente alta marea sarà alle 16:15. La prima bassa marea é stata alle 10:10 e la seguente bassa marea sarà alle 22:55. Le fasi lunari é Luna calante. Ci saranno 10 ore e 35 minuti di sole. Il transito solare é alle 11:47 è il tempo in cui la luna sarà visibile sarà di 13 ore e 39 minuti. Il calendario solunare di pesca a Napoli ci indica che si tratta di una pessima giornata di pesca. I momenti migliori per pescare sono: 
  • Dalle 0:33 all'1:33, attività bassa. Periodo minore: alba lunare
  • Dalle 7:06 alle 9:06, attività media. Periodo Maggiore: transito lunare (la luna é sopra di noi). 

  • Dalle 13:39 alle 14:39, attività bassa. Periodo minore: tramonto lunare.
  • Dalle 19:20 alle 21:20, attività media. Periodo Maggiore: transito lunare contrario (la luna é sotto di noi).

Calendario pesca 28/10/2013 Pozzuoli

Oggi lunedì, 28 ottobre 2013, il sole a Pozzuoli é sorto alle 6:30 e tramonterà alle 17:04. La prima alta marea é stata alle 3:20 e la seguente alta marea sarà alle 16:05. La prima bassa marea é stata alle 9:55 e la seguente bassa marea sarà alle 22:45. Le fasi lunari é Luna calante. Ci saranno 10 ore e 34 minuti di sole. Il transito solare é alle 11:47 è il tempo in cui la luna sarà visibile sarà di 13 ore e 40 minuti.
Il calendario solunare di pesca a Pozzuoli ci indica che si tratta di una pessima giornata di pesca.
I migliori momenti per pescare sono: 
  • Dalle 0:34 all'1:34, attività bassa. Periodo minore: alba lunare.
  • Dalle 7:07 alle 9:07, attività media. Periodo Maggiore: transito lunare (la luna é sopra di noi).
  • Dalle 13:40 alle 14:40, attività bassa. Periodo minore: tramonto lunare.
  • Dalle 19:21 alle 21:21, attività media. Periodo Maggiore: transito lunare contrario (la luna é sotto di noi). 

sabato 26 ottobre 2013

Licenza pesca nelle acque interne

L'esercizio della pesca nelle acque interne della Regione Campania, è subordinato al possesso dell'apposita licenza regionale, rilasciata dalla Provincia competente per territorio (per residenza del richiedente) con le modalità di seguito elencate.

La domanda va fatta all'Amministrazione Provinciale competente per territorio. Alla domanda devono essere allegati i seguenti documenti:
  1. Domanda su carta da bollo (€ 14,62) intestata al 
    Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Napoli da 
    presentare al protocollo generale in piazza Matteotti n.1,
    80133 Napoli;
La domanda deve essere corredata dalla seguente documentazione:
  • Due foto del richiedente di cui una autenticata.
  • Versamento di €22.72 intestato alla Regione Campania servizio tesoreria c/c 21965181.
  • Versamento di € 1.03 intestato all'Amministrazione Provinciale di Napoli servizio tesoreria c/c 12858809 una marca da bollo di € € 14,62 all'atto del rilascio della licenza
Tale documentazione deve essere presentata anche per il rinnovo esennale della licenza.
In caso di rinnovo annuale deve essere effettuato solo il versamento della tassa di concessione regionale di euro 22,72 effettuato su conto corrente n° 21965181 intestato a Regione Campania - Servizio Tesoreria - Napoli, adoperando il bollettino di versamento prestampato e distribuito presso gli uffici postali, avendo cura di inserire, nell'apposito spazio riservato al Codice Tariffa, il corrispondete codice 1115 (licenza di pesca nelle acque interne - tassa annuale)
N.B. per i minori di anni 18 occorre l'atto di assenso di ambedue i genitori.
Per il rinnovo annuale non è necessaria la presentazione della domanda ma che deve essere cura del pescatore portare con sé il documento del versamento effettuato a favore Regione Campania Servizio Tesoreria Napoli al corrispondente codice 1115 (licenza di pesca nelle acque interne - tassa annuale).
Per informazioni:
Ufficio Caccia e Pesca della Direzione Agraria- Via Don Bosco 4/F, Napoli -Tel.0817949546
L'Ufficio é aperto al pubblico il martedì e il giovedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle 14.30 alle 16.30


Gli indirizzi cui spedire la domanda:

PROVINCIA DI AVELLINO
Servizio Agricoltura
Corso Vittorio Emanuele - AVELLINO

PROVINCIA DI BENEVENTO
Settore Agricoltura
Rocca dei Rettori - BENEVENTO

PROVINCIA DI CASERTA
Settore Agricoltura Foreste, Caccia e Pesca
Piazza Dante - P.zzo Fimiani - 81100 CASERTA

PROVINCIA DI NAPOLI
Direzione Agricoltura
Piazza Matteotti, 1 - 80133 NAPOLI

PROVINCIA DI SALERNO
Sevizio Settore Primario - Ufficio agricoltura
Corso Garibaldi 124/2 - 84100 SALERNO

Le migliori tecniche per la cattura della Spigola

Per prima cosa per la pesca alla spigola, dovete essere sicuri della zona, dove sapete che le spigole si aggirano, non tutti le zone sono adatte alle spigole.
Le migliori tecniche per catturare questa preda sono:
  • Bolognese: questo tipo di pesca va fatta con un terminale superiore ai 2 mt, alla lenza madre va attaccato un stopper poi viene inserito il galleggiante, quest'ultimo deve essere piombato di forma sferica di grammi 6 massimo 8 grammi, perlina in silicone     (salva nodo) girella, alla girella va legato un terminale di 2 metri con amo per bigattino, nello zona che pescate pasturare di tanto in tanto, in caso di molta corrente per evitare che il terminale si porti in superficie ed evitare che stia fuori pesca, basta aggiungere una piccola pallina di piombo a 20 centimetri dall’amo. Consiglio la pasturazione ogni 20-25 min.
  • Pesca a fondo: questa tecnica è ottima da svolgere in un misto di sabbia e scogli sempre adiacenti alla spiaggia, come esca l’americano è ottimo, come pure le altre esche generiche, sempre con un terminale di circa 50 centimetri. Per queste tecniche sono preferite le foci dei fiumi, come si sa, le spigole sono predatori che amano stare accostate alla riva, dove riescono a trovare il cibo preferito, non c’e’ bisogno di andarle a cercare alla lunga distanza dalla riva,  chiaramente per ogni tipo di pesca va abbinata la canna giusta.
  • Spinning: lo spinning va fatto da spiaggia, scogliera, porti, con pesci Siliconide, i migliori siliconidi sono della misura di 6 centimetri, di colore celeste sul dorso e bianchi sulla pancia, oppure testa rossa e resto bianco, per i Minnows i testa rossa sono micidiali, i più indicati sono quelli dai 7 grammi ai 10 grammi, i Cucchiaini migliori sono quelli con piuma. I siliconidi e i cucchiaini si usano, maggiormente, con una bombarda semi affondante di 20 grammi e terminale di 2.5 metri, dello 0.20,  il periodo migliore per lo spinning e l’inverno, bisogna conoscere bene le zone adatte dove possiamo trovare questi predatori, chiaramente non bisogna stare sempre fermi allo stesso punto, bisogna andare a cercarle; non si escludono, però, altre abboccate come: il serra, le lecce, le occhiate, Lucci, etc. 
  • Spinning con il vivo: per questa tecnica si usa come innesco l'aguglia, di cui le spigole e i serra ne sono ghiotte, il terminale va fatto con 2-3 ami sempre sullo stesso filo, gli ami vanno innescati nelle parti non vitali dell’aguglia, muso e la parte della schiena a circa 2 millimetri sotto la pinna , il terminale deve essere lungo almeno 2 metri, per dare libero movimento all’aguglia.

martedì 22 ottobre 2013

La spigola

La spigola presenta corpo slanciato con fianchi compressi e lungo peduncolo caudale. La testa, di medie proporzioni, reca una bocca ampia e munita di forti dentatura, che conferisce a questo pesce un aspetto da autentico predatore. Si riproduce da gennaio a marzo. Le uova superano generalmente il millimetro di diametro; alla schiusa le larve raggiungono i 4 millimetri. Lo sviluppo è abbastanza rapido e le dimensioni che la spigola può raggiungere arrivano a superare il metro di lunghezza e il peso di 10 chilogrammi.
Tipico pesce costiero che si mantiene a poca di stanza dalla spiaggia in acque poco profonde, la spigola si adatta bene anche al­le acque dolci, risalendo la foce dei fiume per brevi tratti alla ricerca di possibili prede. Nei primi anni conduce vita gregaria, ma con il passar del tempo tende a  diventare un pesce solitario per poter ampliare il proprio territorio di caccia. Insa­ziabile cacciatrice, la spigola è attiva soprattutto nelle ore notturne, con una parti­colare predilezione per latterini, cefali e piccole anguille. Può vivere sia presso i fondali, dove si annida negli anfratti rocciosi per tendere agguati alle prede di passaggio, sia in superficie, dove si dedica alla caccia di piccoli pesci.
La pesca a questo predatore può essere eseguita in diversi modi:
  • Pesca bolognese: all’interno dei porti, ambiente prediletto dalla spigola, è possibile insidiare con successo questo pesce con la pesca a fondo con il vivo. La pesca si può effettuare sia nelle ore diurne sia in quelle notturne, avvalendosi di una canna bolognese piuttosto robusta, dotata di un mulinello capace di avvolgere una lenza madre  dello 0,30. Al termine della   lenza   si   inserisce   un piombo scorrevole fermato da una girella con moschettone, e a cui verrà assicurato un finale di circa  un metro del diametro dello 0,25. Adoperando come esca principale l’anguillina, con la frizione allentata si attende l’ abbocco della spigola cercando di  lasciarla mangiare tranquillamente prima di eseguire la ferrata.
  • Surfcasting: II surfcasting sistema più efficace per pescare la spigola dalle coste sabiose nel periodo  che comprende tutto l’autunno e l’inizio dell’inverno. Nelle ore di luce un richiamo irresistibile è costituito da un’esca viva che si muove appena sollevata dal fondo, come il muggine e l’anguilla, mentre durante la notte sono più redditizie esche come il calamaro e la seppia. In tutte le fasi di una mareggiata è possibile incontrare la spigola, con i soggetti di modeste dimensioni che preferi­scono le forti turbolenze e gli esemplari più grossi che mostrano una spiccata prò dilezione per i moti ondosi più moderati.
  • Spinning:  La spigola è una cattura di primaria importanza anche per lo spinning, attuato con alcuni artificiali di grande efficacia come l’imitazione del mugginetto, ossia un minnow dal corpo argenteo e dorso scuro, o con minnows snodati che si­mulano un movimento sinuoso molto simile a quello delle anguilline, prede abituale della spigola. Si pesca al lancio alle foci dei fiumi o in mare, con un recupero da eseguire in modo discontinuo, ma veloce.
  • Pesca all'inglese: La spigola è anche una preda frequente della pesca all’in­glese in acque marine, tecnica che nei confronti di questa specie viene interpreta­ta con una lenza madre dello 0,12 e un galleggiante di 10 grammi, opportuna­mente tarato con una serie di pallini spaccati. Per il finale si ricorre a uno spezzo­ne di nylon dello 0,08, lungo un metro e mezzo e armato con un amo del n. 14-18. Per le esche si ricorre alle larve di mosca carnaria che, incollate o sfuse, serviran­no anche per il brumeggio.

lunedì 21 ottobre 2013

Le ESCHE

Scegliere l'esca adatta non è di certo facile. Molte sono le variabili che entrano in gioco, dalla tecnica che ci accingiamo a praticare, alla preda che vogliamo catturare fino alle condizioni ambientali, soprattutto se ci troviamo in mare. Amo, montatura, nylon o trecciato, galleggianti, piombi seguiranno di conseguenza.
  1. Aguglia: dal corpo sottile ed allungato, l’Aguglia si contraddistingue per la forma delle mascelle a “becco” da cui deriva anche il suo nome scientifico: belone che in greco vuol dire ago.
    Lunga massimo 80 cm e di colore argenteo è una delle esche più utilizzate nella “traina col vivo”, facile da reperire è però difficile da conservare se non si dispone di una vasca “del vivo” attrezzata.
    L’innesco si effettua in genere con due ami del 5/0, uno direttamente infisso nel rostro (il cosiddetto trainante e l’altro a circa tre quarti). L’innesco dell’aguglia è una vera e propria arte, e la bontà delle operazioni di innesco sono direttamente proporzionali alle possibilità di successo.
    Tecnica di pesca: traina col vivo
    Ami: 5/0
    Inneschi: solitamente a due ami
    Periodo di impiego: tutto l’anno, anche se preferibilmente d’estate o in autunno 
  2. Americano: Il Canadese o Americano è un’esca tra le più utilizzate nella pesca da spiaggia, in particolare nei periodi autunnali ed invernali. Vitale, non per caso è denominato “saltarello”, e robusto è in grado di reggere bene ai lanci ed è apprezzato da quasi tutte le specie ittiche ed in particolar modo dalla Spigola e dal Sarago.
    Una delle sue caratteristiche principali è di essere un verme particolarmente sanguinolento.
    Le sue dimensioni, invece, possono variare di molto, anche se in genere è piuttosto piccolo.
    L’habitat ideale dell’Americano sono i terreni composti da ghiaia, sabbia e fango, dove si nasconde al di sotto dei sassi nutrendosi delle sostanze derivanti dalla decomposizione di piante ed animali.
    Lo si trova lungo le coste del Mediterraneo e, in Italia, il migliore è quello dell’alto Adriatico, anche se di difficile raccolta e spesso importato dall’estero. Nei negozi viene venduto in scatole di cartone riempite di torba, in grado di mantenere la giusta umidità e si conserva (massimo 10 giorni) in frigorifero ad una temperatura tra i 10°C e i 14°C, controllando che non si asciughi troppo, in ogni caso basta dargli una spruzzata di acqua.
    L’innesco è bene che sia sempre eseguito servendosi di un ago in modo da non svuotarlo dal sangue, compromettendo la sua attrattiva sui pesci, e con ami sottili scelti tra gli Aberdeen più leggeri. Nel caso sia necessario dividerlo in più parti bisogna prestare attenzione a non perdere il suo fluido vitale, sarà sufficiente massaggiarlo, quindi strapparlo e premere sui monconi per arrestare il sangue.
    Tecnica di pesca: in mare, ideale per pesci di media-grossa taglia
    Ami: leggeri
    Inneschi: intero o a pezzi, ma senza svuotarlo
    Periodo di impiego: tutto l’anno in particolare in autunno e in inverno
  3. Arenicola: L’Arenicola è un anellide molto diffuso nel nostro territorio, dal color rosso rosato e a volte bruno o violaceo, lungo anche più di 30 cm e molto sottile, circa 13 mm.
    Il suo habitat è rappresentato da spiagge a fondale misto, ricco di fattori che possano determinare marcescenza quali posidonie o cozze che l'azione del mare deposita sul fondo creando in questo modo le condizioni ideali per il suo sviluppo. La sua raccolta può avvenire tramite l'uso di una pala e di un setaccio, oppure in immersione "spolverando" il fondo con la mano e riponendo quindi l’Arenicola in un contenitore con un dito di sabbia sul fondo.
    Superiore per resa e tenuta alla Tremolina e al Muriddo, facilmente reperibile nei negozi specializzati, ha però lo svantaggio di essere particolarmente costosa.
    Utilizzata per la pesca di tutte le specie di fondo e di mezz’acqua quali: Mormore, Saraghi, Orate, Spigole e Pesci piatti, è apprezzata anche dalla minutaglia e dai granchi, che alle volte possono divorarla in un batter d’occhio e compromettere la nostra pesca. In questo caso la si può proteggere con dei piccoli galleggianti che la sollevino un poco dal fondo aumentandone la mobilità.
    L’Arenicola è un'esca molto delicata e per questo richiede ami leggeri, dal 4 all'8, a sezione sottile e fili di un diametro massimo del 25.
    Il classico innesco è quello a “calzetta”, facendola risalire di qualche centimetro oltre il gambo dell’amo mentre la parte restante con la sua grande mobilità le conferirà un aspetto del tutto naturale. Diverso è l’innesco a “fiocco” che prevede l’arrotolamento del verme sull’amo, più volte bucato, a formare una sorta di pallina, più adatto per una pesca veloce nel sottoriva.
    Tecnica di pesca: in mare, pesca a fondo dalla costa (Surf Casting)
    Ami: dal 4 all’8
    Inneschi: a calza o a fiocco partendo sempre dalla testa
    Periodo di impiego: tutto l’anno
  4. Bibi: Il Bibi, nome scientifico “Sipunculus nudus”, trae origine dalla parola francese Bibì, che significa "cappellino da signora", per gli americani, invece, è noto come "Verme arachide" (Peanut Worms), se ne contano in tutto circa 320 specie, tutte marine. Tra queste ricordiamo il Bibi asiatico di colore più scuro e quello veneziano di un rosa tenue.
    Si tratta sostanzialmente di un invertebrato affine agli anellini dai cui però si distingue per l'assenza di setole e segmentazione, per la pelle rivestita da una cuticola quadrettata oltre che per forma e fisiologia notevolmente influenzate dalla vita fossoria.
    Il loro habitat, infatti, sono prevalentemente sedimenti fangosi ove formano gallerie, a volte rivestite di muco, gusci vuoti di Gasteropodi, o fessure tra rocce e coralli, ambienti comuni negli oceani e nel Mediterraneo.
    Il corpo del Bibi è munito di una proboscide estroflettibile molto più sottile rispetto al tronco e al cui apice troviamo la bocca circondata da tentacoli e che si muove per mezzo di un sistema idraulico. Di colore bianco, trasparente da giovane, da adulto è bruno scuro.
    Lungo anche 30 cm può scavare buche di 50 cm nel fango e nella sabbia per questo motivo, normalmente, viene pescato con le  turbosoffianti, quindi commercializzato come esca per la cattura di Orate, Saraghi, Mormore e altri pesci "grufolatori". Lo si trova generalmente in vaschette di 5-7 capi da conservare ad una temperatura non inferiore ai 10°C e non superiore ai 16°C.
    Adatto per il Surf Casting e per la pesca a fondo, deve essere innescato, a calza o a fisarmonica per il Sarago, su ami a curvatura larga, come gli Aberdeen, e con un piccolo anello per favorire l’innesco.
    Tecnica di pesca: in mare, pesca a fondo dalla costa (Surf Casting); Bolentino in fondali molto alti
    Ami: a curvatura larga
    Inneschi: intero o a pezzi, a calza o a fisarmonica
    Periodo di impiego: tutto l’anno ed in particolare di notte e nei mesi da Settembre a Febbraio
  5. Bigattino: Il Bigattino o “Larva di Mosca Carnaria” o “Cagnotto” è una delle esche più diffuse, usata soprattutto per la pesca “a passata” e in tutte le stagioni, è facile da trovare in qualsiasi negozio e con un prezzo contenuto.
    Ha una lunghezza di 10-15mm e si sviluppa solitamente nei periodi caldi a seguito della decomposizione della carne. Sono infatti le mosche che deponendo le uova danno vita ai Bigattini, la cui varietà dipende non soltanto dalla mosca in se, ma anche dalla carne su cui sono state deposte le uova.
    In generale hanno un color avorio, che però in negozio possiamo trovare appositamente alterato per i mangimi loro somministrati ai fini di migliorare l’abbocco del pesce. E’ stato visto, infatti, come Barbi e Lasche preferiscano larve di color rosso ed i Cavedani di color giallo. Il loro livello di “freschezza” è riconoscibile da alcuni fattori, come il forte odore di ammoniaca e la presenza di una macchia scura a livello della testa, lo stomaco, che indica la sua recente alimentazione.
    Il classico innesco è quello a tre larve, su ami dal 12 al 18, dove un Bigattino è innescato a “calza” in modo da coprire tutto il gambo dell’amo, mentre gli altri due sono infilzati solo nel sottopelle e in punta in modo da consentirne la vitalità ed il movimento.
    Nel caso ci trovassimo a che fare con pesci di dimensioni più piccole come Savette, Lasche o Scardole è meglio ridurlo a due larve, una innescata a “calza” e l’altra in punta.
    Un terzo possibile innesco è quello che prevede l’uso di un solo cagnotto a “calza” per le Lasche.
    Osservando le condizioni dell’esca sull’amo tra un lancio e l’altro, soprattutto se svuotato ed appiattito, ne ricaviamo preziose indicazioni, sulla necessità ad esempio di sistemare la piombatura o di cambiare la profondità.
    Il Bigattino, inoltre, va anche pasturato, lanciandolo direttamente con le mani o servendosi di una fionda. Il quantitativo medio di utilizzo in una giornata di solito non supera il chilo, comunque è bene tenerlo con sé o nel marsupio, quando si pesca in acqua, o nella “zucca” se a riva. A tal proposito è opportuno informarsi preventivamente sulle normative regionali che ne stabiliscono il quantitativo concesso e, in ogni caso, nelle acque di montagna sopra i 500m di altitudine è vietato.
    Tecnica di pesca: pesca a passata nei fiumi; legering in mare
    Ami: piccolo
    Inneschi: a calza
    Periodo di impiego: tutto l’anno
  6. Calamaro e Seppia: Calamaro e Seppia sono entrambi molluschi cefalopodi utilizzati soprattutto nei mesi invernali per la pesca a fondo, nella traina e nel surf casting.
    Una delle loro caratteristiche principali, oltre all’alto contenuto proteico in grado di far letteralmente perdere la testa ai numerosi predatori, è la presenza di una particolare sostanza nelle loro carni. Questa, reagendo con l’ossigeno disciolto nell’acqua, produce una luce verdastra: un richiamo visivo irresistibile per i pesci.
    Ottima per catturare spigole, gronghi, dentici e ricciole.
    L’innesco può essere a “coda di rondine” dove la strisciolina è divisa in due punte, elicoidale, quando l’amo esce ed entra più volte dalla carne adatto in caso di mare calmo o lineare nel caso di correnti forti.
    Sono da preferire ami non troppo grossi e dal gambo lungo opportunamente fissato con filo elastico in prossimità dell’occhiello per migliorarne la resistenza. Nel caso della traina è bene fissare due ami uno in punta nella parte  anteriore del calamaro ed uno nella parte bassa tra la testa ed il corpo, solitamente in prossimità del sifone.
    Tecnica di pesca: traina col vivo, fondo, surf casting
    Ami: dal 4/0 all’ 8/0 in base alle dimensioni dell’esca
    Inneschi: solitamente a due ami
    Periodo di impiego: tutto l’anno, anche se preferibilmente in inverno
  7. Cannolicchio: Il Cannolicchio è un mollusco racchiuso in due valve allungate e leggermente bombate di colore avorio-marrone chiaro, che racchiudono il suo corpo delicato, ed è diffuso soprattutto nei bassi fondali e lungo le spiagge sabbiose dell'Adriatico centro-settentrionale e del Tirreno.
    E’ possibile raccoglierli  facilmente nelle zone di bassa marea servendosi di un minuscolo arpione con il quale infilzarli ed estrarli dalle loro gallerie, profonde fino a 25-30 cm, riconoscibili per la presenza di un foro da cui prelevano l’acqua che gli serve per vivere. Un altro metodo consiste nel calare, attraverso una cannuccia, dei grani di sale grosso nel foro, questo cambiamento repentino dell’ambiente provocherà la sua fuoriuscita.
    I Ccannolicchi, esche predilette per il Surf Casting sono ottime esche per la pesca a fondo dalla riva, dalle scogliere e nei porti, ghiotti a Spigole, Orate, Saraghi, Ombrine e Mormore.
    Si possono utilizzare sia montati interi sugli ami, dopo aver tolto i due gusci, come per il Rock Fiscing, il Bolentino e la pesca a fondo, che tagliati a pezzi più o meno grandi.
    Si parlerà quindi di innesco intero con il guscio quando si utilizzano tre ami, legati in sequenza, che vengono fissati nella polpa del mollusco dopo averne distanziato le valve. Nel dettaglio il primo amo, il più vicino al piombo, dovrà anche forare una valva del mollusco, in modo da aumentare considerevolmente la resistenza al lancio. Gli ami saranno del tipo ad artiglio, bruniti e con piccoli ardiglioni sul gambo in modo da avere una maggiore tenuta rispetto ai normali.
    L’innesco intero senza guscio si attua sgusciando dapprima con delicatezza il mollusco, che verrà poi innescato con due ami, cucendolo ad essi il più possibile al fine di mantenerlo ben saldo durante il lancio.
    Quello a pezzi, invece, è usato in prevalenza nel Beach Legering e con montature ed ami piccoli anche se sempre ad artiglio. Si procede sgusciando il cannolicchio, quindi lo si taglia in due o tre pezzi nel senso della lunghezza, legandolo con un filo o della larghezza facendo sparire l’amo al suo interno.
    Tecnica di pesca: in mare, pesca a fondo dalla costa Surf Casting, Rock Fiscing, Bolentino
    Ami: ad artiglio e con piccoli ardiglioni tipo long arm basso
    Inneschi: intero con o senza guscio o a pezzi
    Periodo di impiego: tutto l’anno
  8. Coreano: Il Coreano, chiamato anche Saltarello Coreano, è un anellide di terra d’importazione simile all'Americano.
    Più vitale e robusto rispetto all’Americano, risulta però essere meno catturante, di diametro inferiore e abbastanza delicato, soprattutto nella parte terminale, che genera qualche difficoltà nell'innesco.
    Il suo habitat ideale sono i terreni composti da ghiaia, sabbia e fango e si nutre delle sostanze derivanti dalla decomposizione di piante ed animali presenti sotto i sassi.
    Lo troviamo in vendita nei negozi specializzati in piccole scatole di cartone, da conservare bene in frigorifero anche per 2 o 3 settimane.
    Dotato di una bocca con delle tenaglie e ricoperto da peduncoli finemente distribuiti lungo i fianchi, si presenta di colore marrone-verde oliva sul dorso e rosato sul ventre.
    E’ indicato nella pesca a fondo in presenza di Posidonia o roccia, per catturare le Tanute, magari abbinato con un pezzetto di esca bianca, come il Cannolicchio, per le Mormore e per diverse altre specie di pesci.
    Tecnica di pesca: di mare, pesca a fondo e di attesa, in presenza di rocce
    Ami: sottili
    Inneschi: da solo o con esche bianche (Cannolicchio)

    Periodo di impiego: anche tutto l’anno
  9. Lombrico di terra: Il Lombrico ha una lunghezza di 90-300mm ed un diametro di circa 6-9mm e può essere di diversi tipi: di terra, californiano e veronese. Si riconosce dal fatto che nella parte centrale del suo corpo presenta un anello rigonfio, il clitello, dato dall’ispessimento del tessuto di rivestimento.
    Il lombrico è stato da sempre utilizzato nella pesca, molto prima che comparisse il Bigattino e, nonostante la rapida diffusione di quest’ultimo, resta sempre una delle esche più valide per la pesca a passata.
    Abbastanza grosso e dal colore di un bruno rosato non è difficile da trovare, basta cercarlo in zone poco soleggiate, umide e fangose, dove scava numerose gallerie, quindi conservarlo al fresco in cassette di legno che ricreino al loro interno il suo habitat naturale. Ad ogni modo li possiamo trovare in qualsiasi negozio specializzato.
    Bisogna però fare una piccola precisazione. Tra i diversi Lombrichi, quelli piccoli e rossi, di fango, sono ideali per la pesca a passata, mentre quelli più grossi e scuri, di terra, sono invece adatti ad altre tecniche.
    L’innesco lo si effettua partendo dalla testa, facendolo quindi scorrere su per il gambo dell’amo del numero 6-8, per poi farlo uscire in punta, se la coda supera il centimetro andrà troncata, creando in tal modo un innesco rotante adatto per la pesca della trota selvatica o d’immissione. 
    Tecnica di pesca: a passata
    Ami: piccolo per le trote selvatiche (n. 3-4), più grosso per quelle d’immissione (n. 6-8)
    Inneschi: dalla testa facendolo uscire in punta  per conferirgli un movimento rotante
    Periodo di impiego: tutto l’anno
  10. Muriddu: Il Muriddu (Marphisa sangúinea), meglio conosciuto come “Bacone” in sui litorali tirrenici, è un anellide marino molto usato in diverse tecniche di pesca. In Italia lo troviamo lungo le coste venete e romagnole e negli argini delle foci di litorali bassi ed arenosi con stratificazioni grigio-nerastre.
    Per trovarlo occorre scendere abbastanza in profondità in quanto scava delle gallerie anche di 40-70cm sotto il suolo e nei periodi invernali possono superare addirittura il metro. Lo si conserva a basse temperature (non superiori ai 5°-8°C) in scatole di cartone dotate di un substrato composto da fango e sabbia, di frammenti di conchiglie, di alghe e di pezzetti di legno che ricreano il suo habitat naturale.
    Il Muriddu ha un corpo di color  rosso bruno ed è dotato di una notevole tenacità delle fibre muscolari che gli assicurano un’ottima tenuta sugli ami, per contro però risulta essere poco mobile una volta innescato. Ha una lunghezza media di 8-10cm, anche se ne esistono di più grandi.
    Il Muriddu con i suoi umori sapidi risulta essere una buona esca per pesci piccoli e medi di fondo e di mezz’acqua, come i Saraghi, i Pagelli e le Boghe.
    L’innesco può essere la classica “calza” o un finale di due ami beak a filo fine del numero 7, con il primo si infilza la testa e con il secondo la metà del corpo: le Orate apprezzeranno di sicuro.
    Tecnica di pesca: pesca nei fondali molto alti, Beach Ledgering e Surf Casting
    Ami: abbastanza grosso
    Inneschi: a “calza” intero o a pezzi
    Periodo di impiego: tutto l’anno